Via Garibaldi
è una zona popolare di Venezia, poco frequentata dai turisti e anche un pò fuori mano.
Fa parte del sestiere di Castello ed è da sempre la zona più popolata dai veneziani doc; è divenuta quasi la linea di confine con la venezianità popolare e la Venezia souvenir.
In questa parte della città si respira aria di paese.
Ci sono negozi di ogni tipo, osterie, ristoranti e al mattino c'è il mercato.
La gente (che si conosce da generazioni) parla quasi esclusivamente il dialetto veneziano.
Ci sono negozi di ogni tipo, osterie, ristoranti e al mattino c'è il mercato.
La gente (che si conosce da generazioni) parla quasi esclusivamente il dialetto veneziano.
Questa zona di Venezia me l'ha fatta riscoprire mia cognata,
in Seco Marina ci abitava sua nonna e così in questa passeggiata condita di ricordi d'infanzia, episodi familiari e leggende ho scattato alcune foto.
calle di Via Garibaldi
strada dove abitava la nonna
da notare la corda che dalla casa, attraversa il canale e si attacca alla parete della chiesa
tramonto del sole
Il garibaldino a cui è legata la leggenda del fantasma
La foto rappresenta la statua di Giuseppe Zolli, ai giardini di Via Garibaldi ed è il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi. La leggenda racconta che agli inizi del novecento, un veneziano mentre passava davanti alla statua di Garibaldi si sentì colpire ad un braccio. L'uomo si girò per vedere chi fosse stato e vide un'ombra rossa fuggire via. Dopo di lui altre persone giurarono di aver visto quest' ombra rossa (suggestione o realtà?). La voce cominciò a girare tanto da chiamare le autorità di polizia perchè sorvegliasse il posto e verificasse di chi fosse l'ombra misteriosa che colpiva a tradimento. Finchè qualcuno lo riconobbe: era il garibaldino Giuseppe Zolli, giovane veneziano, morto anni addietro. Il soldato aveva promesso a Giuseppe Garibaldi durante la spedizione dei Mille di vegliarlo anche dopo la sua morte. Gli abitanti decisero allora di aggiungere alla statua di Giuseppe Garibaldi anche la sua.
Da quel momento l'ombra rossa non si fece più vedere.
Che bel reportage!
RispondiEliminaCiao.
Credo che tutte le città abbiano un'anima viva e incontaminata al loro interno come Venezia. Sono quei quartieri dove la gente ancora si saluta per strada, dove ci si ferma a fare due chiacchiere, magari le parole vengono meglio davanti a un'ombra, mentre di fronte a un aperitivo salottiero, forse, l'etichetta e l'apparire hanno il sopravvento.
RispondiEliminaSono vie piene di storie, ma di quelle storie che non si trovano sui libri ma soltanto attraverso il racconto orale, il tramandarsi e, forse, sono proprio queste storie a fare la saggezza di un popolo.
Adoro Venezia, come tutto l'est Italia. Da mezzo veneto riesco carpire certe espressioni delle persone ed anche il linguaggio dei silenzi, come il bellissimo accento veneziano, giocoso e gentile, mai asciutto e secco, frutto di una cultura che aveva, in epoche passate, orizzonti vastissimi.
Lorenzo
Belle foto, molto particolari :-)
RispondiEliminaChe meraviglia!!!!!!!!!!!! E' bello tornare a ri-leggerti!
RispondiEliminaPer la prima volta da queste parti e subito vedo una parte di Venezia che involontariamente ho visitato.
RispondiEliminaInfatti, fino a qualche anno fa, venivo a Venezia con la mia compagna almeno una volta all'anno, come turista atipico. Il gioco stava nel "perdersi" (si fa per dire, perchè a Venezia è impossibile), nel senso che si prendeva sempre la direzione opposta al cartello PER PIAZZA SAN MARCO.
Ci si ritrovava così in calli bellissime, colorate, a volte maleodoranti, ma si trascorreva una giornata bellissima.
Tanto poi in Piazza San Marco ci finivi comunque, anche non volendo.
Venezia è un mondo a se.
ADesso che mia figlia è più grandicella, devo tornare e ricominciare a perdermi. E' una sensazione bellissima.
Grazie per il ricordo che hai fatto riaffiorare.
Credo che Venezia si conosca poco proprio perche limitata alle maggiori attrattattive momumentali mondiali, ma c'e anche la Venezia vera, quella di tutti i giorni Campo San Poloper Rialto, Dorsoduro..che va indubuiamente valorizzata.
RispondiEliminaGrazie della visita molto gentile
Buon anno 2012
pieno di salute e felicità
Maurizio