
a mio padre che per 40 anni è stato operaio a Portomarghera,
a tutti quelli che stanno perdendo il posto di lavoro
Avevamo
Avevamo sete, potremo dire senza timore,
Avevamo sete, potremo dire senza timore,
e ci hanno lasciati morire
chiedendo una goccia d'acqua. Avevamo fame e ci hanno lasciati morire chiamando
una briciola di pane. Avevamo bisogno di qualcuno
vicino e ci hanno abbandonati
come una candela di notte
sul pavimento. Come cani alla pioggia
senza una casa, abbiamo corso
lunghi mattini d'inverno
trafelati di lacrime. A tutti
abbiamo chiesto se ci volevano
e tutti ci hanno detto di no.
Avremo dovuto forse odiare,
ma non pensammo neanche lontanamente.
Siamo come carte
Siamo come carte.
Siamo buoni finché il sangue bolle,
spacca e serve a tutto.
Quando le nostre fibre cominciano
a cedere ci buttano via
come niente.
Ciò che demmo è trascorso.
l'officina è meno gelida
Forse sta venendo la primavera.
Da giorni sono apparsi alcuni ciuffi d'erba
sulla polvere nera vicino al reparto.
L'officina è meno gelida da qualche giorno e c'è più forza in noi.
Forse si sta arando nella nostra terra, oggi, e qualcuno semina:
c'è un ritorno di movimenti,
tenere aperture che spezza ogni barriera, abbatte sicuro. Morire
non è più tanto
impegnativo come una volta.
Ferruccio Brugnaro da "Vogliono cacciarci sotto, un operaio e la sua poesia" 1975 -
Operaio a Portomarghera nei duri anni delle lotte operaie in fabbrica.
cara woman in red, ce ne sono di varianti e sempre tutte azzeccate tipo "va remengo ti ta morti" o " ti ta morti e chi te ga cagà" per non far sentire sola la mamma degli amati destinatari, eccetera. Mi piace il tuo blog anche perchè ho respirato anch'io la meravigliosa aria di porto marghera. Ciao
RispondiEliminaBellissime queste poesie. Sono andato a cercarle. Vedo che sono pubblicate anche in francese.
RispondiEliminaper Disordine, grazie, è bello rimembrare lo slang "de casteo"....
RispondiEliminaper alberto: le notizie che si sentono in questi giorni mi hanno fatto venire in mente la frase "vogliono cacciarci sotto" e così ho preso il libro dalla mia libreria e ho riscoperto le poesie di Brugnaro, che secondo me sono attualissime
Il tuo post potrebbe collegarsi al mio!
RispondiEliminaIl parco di San Giuliano, da cui sono state scattate le foto del post precedente, l'ho scoperto che non è molto vedendo un servizio in tv. Mi ha fatto una strana impressione, perchè, pur non dissapprovando l'opera, mi creava un senso di angoscia in quanto avevo l'impressione che coprisse decenni di vita dura per molta gente, decenni di scarichi, di mega-inquianamenti, decenni di quel che è contenuto nelle poesie che hai pubblicato oggi... Mi sbaglio?
RispondiElimina"Grazie alla realizzazione del parco, l'area di Punta San Giuliano, utilizzata da anni come discarica di rifiuti industriali e urbani, perde definitivamente la sua funzione negativa di barriera tra Mestre e la città storica, ritornando ad essere il punto naturale di incontro tra la terraferma e la laguna di Venezia, su cui il parco si affaccia". Ti assicuro che per noi mestrini è una grossa conquista
RispondiEliminaI nostri padri hanno lavorato in condizioni a volte disumane, senza avere la piena consapevolezza di cosa significasse il "diritto" e la "tutela" della loro salute... il nostro è un ricordo ed un dovere...
RispondiEliminaA presto
Bene, sono contenta che le cose stiano così. Le mie impressioni erano diverse ed era necessario per me avere dei chiarimenti.
RispondiEliminaSi possono capovolgere le cose, è una speranza in tutti i sensi.
Grazie
Maurizio, mio padre metalmeccanico, ha duramente lottato (io me lo ricordo) per affermare i suoi diritti. La mia paura è che ora nel 2008, non ci siano più diritti....la mancanza di sicurezza, lo sfruttamento, il ricatto sono subiti...(non a caso le morti bianche oggi sono persone "sempre" o quasi appena assunte, il che vuol dire che lavoravano in nero)
RispondiEliminaAvevo iniziato con lo scriverti un commento qui, ma risultava troppo lungo perciò ne ho fatto un post sul mio blog. Se ti va di leggerlo, sei la benvenuta!
RispondiEliminaP.S.: felice di conoscerti.
lamagagiò; grazie l'ho letto. A presto
RispondiEliminaPer me che sono sempre stato a sinistra, come la milza, questa è musica per le orecchie!
RispondiElimina