I libri sono pieni delle parole dei saggi, pieni degli esempi degli antichi, dei costumi, delle leggi, della religione. Vivono, discorrono, parlano con noi, ci insegnano, ci ammaestrano, ci consolano, ci fanno presenti - ponendole sotto gli occhi - cose remotissime dalla nostra memoria. Tanto grande e' la loro forza, la loro dignita', la loro maesta' e infine la loro sacralita', che, se non ci fossero i libri, saremmo tutti rozzi e ignoranti, senza alcun ricordo del passato, senza alcun esempio e non avremmo conoscenza alcuna delle cose umane e divine; la stessa urna che accoglie i corpi degli uomini avvolgerebbe nell'oblio anche i loro nomi.Cardinal Bessarione
Estratto dalla lettera al Doge veneziano Cristoforo Moro (31 maggio 1468)
Non riesco a saziarmi di libri. E si' che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli e' sprone a una maggiore avidita' nel possederne. Anzi coi libri si verifica un fatto singolarissimo: l’oro, l’argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo, il bel podere, i dipinti, il destriero dall’elegante bardatura e le altre cose del genere, recano con se' un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondita', discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una serie di familiarità attiva e penetrante; e il singolo libro non insinua soltanto se' stesso nel nostro animo, ma fa penetrare in noi anche i nomi di altri, e cosi' l’uno fa venire il desiderio dell’altro.Francesco PetrarcaEstratto dalla lettera a Giovanni Anchiseo
Il coraggio di leggere ''Bisogna avere il coraggio di lasciare un libro che non piace: liberarsi dal senso di dovere che ci portiamo dalla scuola. Nell'amore per la lettura sono infedele e contro la 'monogamia': tengo dieci volumi sulla scrivania, per scegliere quello che mi attrae di piu' al momento. E poi i libri bisogna farli propri, possederli.Io uso una matita n.6 morbida per sottolineare e scrivere appunti a lato. La lettura non si esaurisce con l'ultima pagina: continua a nella mente, per questo il libro bisogna tenerlo vicino, riaprirlo. I segni sono tracce per non disperdere emozioni.Lasciare un romanzo considerato sacro? Certo, mi e' capitato per esempio con Moby Dick. L'ho ripreso in mano dopo dieci anni. Ci sono momenti sbagliati, in cui e' meglio rimandare, non forzare. E comunque non bisogna sempre arrivare in fondo, nemmeno se si ha tra le mani un capolavoro. Si legge per allargare gli orizzonti, per cercare stimoli, che a volte si trovano saltando qua e la', facendo 'zapping'. Un inizio, una sola scena che restano impressi nella mente possono valere piu' di un'intera lettura.Un altro errore da evitare e' pensare che di un libro si debba comprendere tutto. Io consiglio di leggere i grandi autori: si impara di piu' capendo una piccola parte di un grande, che tutto di un piccolo''.Giuseppe Pontiggia (intervistato da C.Gagliardo per Glamour)
I diritti del lettoreIl diritto di non leggere
Il diritto di saltare le pagine
Il diritto di non finire un libro
Il diritto di rileggere
Il diritto di leggere qualsiasi cosa
Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
Il diritto di leggere ovunque
Il diritto di spizzicare
Il diritto di leggere a voce alta
Il diritto di tacere
Pennac (Come un romanzo)
Bellissimo questo post sui libri.
RispondiEliminaPerc hè non ti iscrivi al Candy del mio libro? Potresti aggiungerne un altro alla tua libreria...seppur un umile racconto!
Ti ringrazio della visita, sono un appassionato di libri anch'io e ho letto il tuo post con molto interesse. I libri ci aiutano tantissimo ad ampliare i nostri orizzonti. Con l'occasione di porgo i miei auguri più sinceri.
RispondiEliminaMi permetto di aggiungere una frase:
RispondiElimina"Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara. Forse proprio perchè la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici.
Daniel Pennac "
Ciao
Il libro, l'unico dono da me realmente gradito, anche se non sono un accanita lettrice...Però leggere è una palestra per affinare la capicità di espressione e di immaginare...ciao
RispondiEliminaDavvero un bel post. Grazie.
RispondiEliminaHo ricevuto ben 4 libri per Natale: fantastico!!!
RispondiEliminaa mio modesto parere una casa può essere arredata con mobili antichi o di firma, ma se non è visibile un libro o una biblioteca anche se piccola, dà la sensazione all'ospite, che sia vuota e fredda. Grazie a tutti
RispondiEliminaQuando lessi la prima volta "Il nome della rosa", ero poco più che undicenne, ma capii subito che quel libro mi avrebbe accompagnato per molto tempo, ancora. Ed è così che ho finito per leggerlo ben sei volte, nei successivi 19 anni.
RispondiEliminaL'anno scorso, poi, ho riletto "Il signore delle mosche" che mi avevano fatto leggere alle medie; beh, a distanza di 17 anni, m'è parso un altro libro, duro ed incredibilmente profondo, nella sua semplicità.
Il mio difetto principale è l'assenza cronica di memoria: l'ingrediente segreto della mia gioia e del mio stupore nel rileggere, di volta in volta, tutti i miei libri.
Quel che amo è l'odore della carta ingiallita, le piegature, cioè le mie piegature, le frasi scritte su foglietti usati come segnalibro, il ricordo dell'esatto momento in cui ho letto per la prima volta quelle pagine, magari un decennio prima.
Amo leggere, amo scrivere.
Cos'altro potrei fare?