Guido Reni - San MicheleSan Michele, è l'arcangelo condottiero che condusse gli altri angeli alla vittoria contro il ribelle Lucifero, e che i mestrini un po' alla... chetichella si sono scelti nell'Ottocento come patrono della città, lasciando in ombra il patrono reale, San Lorenzo. Fa capolino una storia affascinante e misteriosa, che rimanda ad un "altro" Veneto rispetto a quello che nel corso dei secoli si è imposto nell'immaginario collettivo: quella di taumaturgo, di origine soprattutto orientale, ma ripresa proprio nella intitolazione dell'ospedale di Mestre ("Dell'Angelo"), perchè l'Angelo senza ulteriore specificazione indica per antonomasia San Michele; e infine quella di psicopompo, cioè di traghettatore delle anime nell'oltretomba, per cui alle volte viene raffigurato oltre che con la spada anche con la bilancia, su cui pesa il bene e il male commessi dai defunti, e il suo culto lo avvicina ai cimiteri. All'Arcangelo sono anche dedicate i due santuari di San Michele Gargano (in Puglia) e di Mont Saint Michel (in Normandia), che erano i terminali di uno dei quattro grandi pellegrinaggi dell'antichità, assieme a quelli per Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela. Un culto, quello per l'angelo con la spada, che si è imposto fra i cristiani fin dai primi secoli, in cui ancora le figure di santi latitavano, ma che poi è stato valorizzato soprattutto a Oriente, a Bisanzio come fra i copti d'Egitto, dove era considerato un difensore dal male tout court.E' interessante approfondire con Tiziana Agostini gli antefatti che hanno portato alla diffusione del culto di San Michele nei nostri paesi, fra i quali lo hanno scelto come patrono Cervignano del Friuli e San Giovanni al Natisone (Località Bolzano) in Friuli, Angiari, Candiana, La Valle Agordina, Mestre e Quarto d'Altino in Veneto. «Da noi San Michele è considerato soprattutto il difensore dai disastri della natura - spiega la studiosa - costituiti specialmente (dopo il collasso dell'Impero romano) dai grandi rivolgimenti idraulici che colpirono i nostri territori una volta venuta meno l'opera di regimentazione delle acque avviata dai romani. Ecco perchè le tracce più antiche del suo culto le troviamo soprattutto nelle vicinanze dei fiumi: come a San Michele all'Adige, o a Brondolo, alla foce del Brenta, ma anche Castel Sant'Angelo, sulle rive del Tevere. E non a caso, poi, la sua diffusione seguì soprattutto le strade romane e gli insediamenti dei benedettini, che furono i primi dopo il crollo imperiale a riprendere l'opera di bonifica». E proprio con i frati San Michele arrivò a Venezia, nell'attuale isola del cimitero, ma... lì si fermò, perchè nel frattempo della figura del Santo si erano in qualche modo "impossessati" i longobardi (e i bizantini), e l'Arcangelo era diventato in un certo senso il santo del nemico. «Le sue tracce (a volte assieme a quelle di San Giorgio, altro santo guerriero) si ritrovano percorrendo la Postumia e la Pedemontana, nella Valdastico, nel Bassanese, nel Veronese, dove i fiumi veneti sbucano nella pianura e dove si erano insediati i longobardi, come a Rivoli Veronese. Da questa ricerca è emerso un Veneto di cui non sospettavo l'esistenza, il cui nucleo si è formato tra il 400 e l'800, ben prima dei fasti della Serenissima, che poi hanno coperto tutte le stratificazioni precedenti». Ed è in questo Veneto remoto che getta le sue radici un'altra usanza, che ci riporta alla data del 29 settembre e alla dedicazione di Mestre al suo santo: quella della transumanza. Com'è noto le greggi e le mandrie fin dai tempi remoti rientravano dalla montagna in pianura a partire dal 21 settembre (San Matteo), e dalla settimana successiva, esattamente dal 29 settembre al 23 aprile, entravano in vigore gli accordi di pensionatico, che consentivano al bestiame di pascolare in pianura. Attorno a queste date si tenevano numerose fiere paesane, fra cui quella - molto importante - proprio di Mestre, attestata a partire dal 17 secolo. «Ed è allora, progressivamente - spiega Tiziana Agostini - che i mestrini cominciarono, spontaneamente, a venerare l'Arcangelo (piuttosto che San Lorenzo, a cui era dedicato il Duomo), perchè evidentemente si sentivano protetti da lui. Anche se nessuna chiesa è a lui dedicata. (http://www.aidanews.it) |
è stato festeggiato nel weekend scorso anche qui a Narni (Umbria)un po' in anticipo per sfuttare la festa lunga.. ;-)
RispondiEliminaIo ho tenuto una conferenza sull'argomento...
Nessuna chiesa titolata a lui a Mestre...mi chiedo perchè, con il confermarsi della sua venerazione in città non si sia pensato di ovviare alla mancanza...
RispondiEliminaCiao Signora..sono molto belle queste storie e tradizioni popolari..fanno parte della Nostra Cultura è bene ricordarle.
RispondiEliminaCiao buona serata!
Sono particolarmente devota a San Michele, è patrono anche del mio paese natio, provincia di Avellino.
RispondiEliminaGrazie delle conoscenze su di Lui.
Anche qui da me è festa patronale!:)
RispondiEliminaUn paio di anni fa ho scoperto il significato di questa festa religiosa.Stavo a casa di una persona e mi disse che era il suo onomastico, mi raccontò brevemente la storia.Quella persona è stato il mio amore più grande.Bè ecco ora l'ho scritto , l'ho detto.Conservalo come un segreto.Che ricordo che mi hai resuscitato...
RispondiEliminaEh .. se ci fosse ancora San Michele... chissà... se almeno lui ci avrebbe portato alla vittoria contro chi oggi ci fa soffrire... tanto.
RispondiEliminaSan Michele è patrono della città di Albenga(savona)
RispondiEliminae ieri ci sono stata una Processione a cui partecipano ogni anno un mare di persone.
Michele è un nome di tradizione della mia famiglia.
Ciao!
E dov'è ora S. Michele ? in italia c'è un gran bisogno di uno come lui....
RispondiEliminaCiao
Patrono al paese di mio marito, Pigna... e a Mentone, la prima cittadina francese dopo la frontiera.
RispondiEliminaNel circondario è considerato il santo che chiude definitivamente la stagione estiva: il ballo campestre di San Michele a Pigna, infatti, è l'ultimo!
non posso che ricordare, come ha fatto pia, pigna, paese a nord di isolabona a cui sono particolarmente legata......san michele è molto sentito, purtroppo quest'anno non ho potuto partecipare.......
RispondiEliminaun caro saòuto, roberta.
Sfortunatamente è pure la data di un compleanno :/
RispondiEliminabuon giovedì ^_______________^
RispondiEliminaSan Michele è un santo virtuale perché non è mai esistito, essendo gli arcangeli frutto della fantasia. Però è un simbolo perché ha sconfitto un altro simbolo, il diavolo.
RispondiEliminaI firewall che proteggono il sito del Vaticano hanno, uno dietro l'altro, i nomi degli arcangeli. E' tenuto dai gesuiti e loro si intendono di queste cose.
VIVA San Michele
RispondiEliminaciao Michele pianetatempolibero