Sono stata a Berlino a Pasqua del 2008.
Costeggiare il muro mi ha emozionato,
i graffiti sono la testimonianza di chi ha voluto onorare l'evento storico.
Spontaneamente mi è venuta la domanda
quanti muri ci sono?
se quelli di pietra si possono distruggere con un martello
per abbattere
quelli dell'odio, della discriminazione,
della paura, dell'ignoranza.....che formula magica serve?
L'ignoranza va combatutta con il sapere ,imparare istruirsi sino allo sfinimento (oggi parlo così,ma quando ero più giovane ero più spensierata ed ingenua ,non capivo ancora l'importanza vitale della conoscenza) ,allenando la flessibilità mentale, coltivando tolleranza ,rispetto e soprattutto immunità da idee preconcette .
RispondiEliminaNon sono mai stata a Berlino, era previsto un viaggio in primavera , ma abbiamo optato per l'Olanda,ma sicuramente ci andrò,dev'essere una città molto interessante, che offre tanto !
Bel post!
Buona giornata ,ciao :)
Poi ci sono anche i muri eretti da una persona verso un'altra.
RispondiEliminaAbbattere questi muri è ancora più difficile forse.
Vedo che il mio post è in linea con i commenti che circolano da te. Buona giornata a costruire i ponti con i mattoni ottenuti distruggendo i muri.
RispondiEliminasecindo me serve sempre buonsenso, poi sarà sempre la storia a valutare.
RispondiEliminaUn saluto
Maurizio
Ogni individuo ha l'opportunità di abbattere i muri che ha dentro di sé: di conseguenza non sarebbe più necessario costruirne al di fuori.
RispondiEliminai muri dovrebbero servire solo nelle case, ma purtroppo c'e' chi li usa per altri scopi
RispondiEliminaciao
Michele pianetatempolibero
La formula magica dovrebbe essere vedere negli altri qualcosa di noi! Chissà... magari un giorno....
RispondiEliminaper fortuna...cadono e questo ci invita alla speranza, sempre, nonostante tutto.
RispondiEliminaA me è sempre piaciuta molto la Germania, quando ci sono andata, penso sia un paese europeo un pò sottovalutato turisticamente parlando. Ciao A
Il muro dell'indifferenza, dell'incomunicabilità,e chissà quanti altri. Abbattere questi muri è difficile. Serve la giusta chiave per aprire quelle porte che arrivano al cuore dll'individuo.
RispondiElimina:-)))
RispondiEliminaI muri più difficili da abbattere sono quelli invisibili. Io ci proverò sempre.
RispondiEliminaVisitare Berlino...è da molto che me lo ripropongo Signora!
RispondiEliminaBelle le immaigni.Mi hanno fatto pensare che...nella caduta del muro molto c'entra la cultura e l'arte...forse più di quanto ci abbiano fatto credere.
Un abbraccio.
ciaoooooooo e si sono veramente ricaricata un salutone grandissimoooooooo Marianna
RispondiEliminaCondivido il commento di Alessandra.
RispondiEliminaLa formuletta magica l'abbiamo tutti quanti nel cuore, tanti sanno dove cercarla, tanti sanno dove cercarla e come utilizzarla e sempre tanti non sanno neppure dell'esistenza del cuore. Da questi ultimi nascono i muri.
RispondiEliminaBuona vita, Viviana
Nella mia storia personale il muro di Berlino ha camminato insieme al muro di Gorizia.
RispondiEliminaMio nonno nacque nel 1912 nel paese delle Alpi Giulie HEIDENSCHAFT, che a quell’epoca apparteneva all’Impero d’Austria. Mia madre nacque in quello stesso paese nel 1941, quando era Italiano con il nome di AIDUSSINA. Dal 1947 quel paese divenne Iugoslavo e dal 1991 è in Slovenia con il nome di AJDOVŠČINA. Orrori, crimini, lutti ed un mucchio di mutazioni di confine attraversarono quel paese nel Ventesimo secolo, ma dal 2007 si può andare in quel paese sia dall’Austria che dall’Italia senza ostacoli doganali, perché la Slovenia è entrata nell’Unione Europea e nello “Spazio Schengen”.
Sarebbe bello se un giorno tutte le storie delle frontiere potessero finire come questa.