Yoko Ono
Queste opere suscitano interrogativi riguardo al modo di capire l'arte: in assenza delle immagini convenzionali, le semplici indicazioni dell'artista costringono lo spettatore a creare una sua opera con la propria immaginazione.
Così facendo, gli spettatori portano avanti il lavoro di Ono nell'usare quel materiale estremamente effimero e malleabile che è la percezione umana,
e nella loro esperienza dell'opera attingono alla forza della tradizione artistica, filosofica e concettuale. (SN-catalogo mostra)
Beh! Straordinario questo singolare modo di concepire l'arte! Mi piace: da libero spazio all'espressione del proprio immaginario, che meraviglia!
RispondiEliminaè molto particolare questo post! i concetti espressi aiutano a liberare la creatività che ognuno ha dentro di sé
RispondiEliminabuon martedì ^__________^
non è poesia?? veramente, io sono molto ignorante in materia, ma questo non fa pensare alla poesia?
RispondiEliminama se dici che è pittura io ti credo...ciao A
mi hanno fatto venire in mente gli haiku
RispondiEliminasono stata alla biennale di venezia , a parer mio non la chiamo arte ne poesia ma pazzi esaltati tanta gente che va la ...ho fatto delle foto sono rimasta sconvolta dal lusso quando questa italia va a pezzi .
RispondiEliminaO_____o
RispondiEliminaNon sapevo di questa cosa.Interessante.
RispondiEliminaMolto interessante. In un qualche modo si diventa artisti...
RispondiEliminaIndubbiamente un modo interessante e non convenzionale di fare arte, tuttavia mi lascia molto perplessa.Un saluto!Syl
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