venerdì 12 marzo 2010

sciopero generale CGIL


oggi sono in sciopero

In questo tempo nel quale prevalgono respingimenti, sgomberi, esclusione sociale è con immensa gioia che pubblichiamo di seguito la lettera che alcune maestre di Segrate hanno scritto ai loro alunni Rom che sono stati fatti sgomberare dal loro campo. Anche noi, come le maestre, siamo convinti che questi bambini non potranno leggere la lettera delle maestre nè dal giornale che i loro genitori non comperano, nè dal nostro sito internet perchè per accedervi ci vuole l'attacco alla corrente elettrica e un pc che certamente non hanno. Eppure siamo convinti che le parole di autentica accoglienza espresse dalle loro maestre arriveranno a questi bambini e ridaranno loro senso di dignità e speranza. Per questo crediamo debbano essere diffuse.

Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.

Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano. E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri.

Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica. Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare.

Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi. I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra.
Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati.
Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce. Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona.

A presto bambini, a scuola.



Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli.

Dal sito della CGIL

11 commenti:

  1. BRAVA!!!
    PS. dai che non è andata proprio male, ho visto tanta gente...ma non della mia scuola, ero l'unica!!!!ciao

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. era uno sciopero politico, visto il numero e il colore della bandiere. Una cosa mai vista sotto elezione e poi non mi venite a dire che i sindacati, il vostro in particolare, non fa politica e a favore di chi ? Dei lavoratori non gle ne frega più a nessuno svegliamoci !

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  4. Ho letto la lettera: è come quella che ho scritto per una mia alunna che è stata tolta dall'affido per andare in un istito. Tanto dolore per la bambina, per la famiglia a cui l'avevano affidata e per me che la conoscevo da tre anni. Le insegnanti sono anche questo. Questa volta non ho scioperato. Della mia scuola sarei stata l'unica.

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  5. "...Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce. "

    Ecco,ora é importante non lasciarle sole...lo sciopero da solo non basta,la CGIL da sola non basta, occorre il passo successivo: l'Accettazione dove le persono siano viste non dal colore della pelle ma dal colore degli ochhi (un concetto del comandante Che Guevara).

    Bun fine settimana Signora in rosso.

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  6. C'è ancora tanta umanità nella gente e mi chiedo come possano essere così tanti a sostenere e a votare l'attuale maggioranza.

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  7. Mi faccio anch'io la domanda di Pia. Bellissima la lettera, fa riconciliare con la vita conoscere persone come quelle maestre. Buona domenica!

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  8. Ho sentito stasera durante la trasmissione di Fazio..che tempo che fa...la lettura di questa bellissimi lettera.
    Durante la mia vita lavorativa ho parteciparo a numerose manifestazioni di scioperi (mai perso uno) ed ora più che mai diventano estremamente necessarie...non abbandoniamo le piazze...in fondo è ancora un modo democratico per poter manifestare il dissenso.Infatti...mi chiedevo...ma come non si scende più in piazza...e finalmente...!!!
    ciaooooo
    Carla

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  9. Plauso all'insegnante, autrice della lettera.
    L'ho sentita leggere da Fazio.

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  10. Grazie, grazie ed ancora grazie da una insegnante che venerdì ha scioperato perchè la scuola pubblica possa continuare ad esserlo...

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