lunedì 15 giugno 2009

io so che un giorno

Ivan Della Mea - Io so che un giorno (1966)

Io so che un giorno
verrà da me
un uomo bianco
vestito di bianco
e mi dirà:
«Mio caro amico tu sei stanco»
e la sua mano
con un sorriso mi darà.

Mi porterà
tra bianche case
di bianche mura
in bianchi cieli
mi vestirà
di tela greggia dura e bianca
e avrò una stanza
un letto bianco anche per me.

Vedrò il giorno
e tanta gente
anche ragazzi
di bianco vestiti
mi parleranno
dei loro sogni
come se fosse
la realtà.

Li guarderò
con occhi calmi
e dirò loro
di libertà;
verrà quell’uomo
con tanti altri forti e bianchi
e al mio letto
stretto con cinghie mi legherà.

«La libertà
- dirò - è un fatto,
voi mi legate
ma essa resiste».
Sorrideranno:
«Mio caro amico tu sei matto,
la libertà,
la libertà più non esiste».

Io riderò
il mondo è bello
tutto ha un prezzo
anche il cervello
«Vendilo, amico,
con la tua libertà
e un posto avrai
in questa società».

Viva la vita
pagata a rate
con la Seicento
la lavatrice
viva il sistema
che rende uguale e fa felice
chi ha il potere
e chi invece non ce l'ha.

 

Questa canzone, una delle più belle e delle più note del cantautore milanese, tutt'altro che datata, risale in realtà a prima della iniziativa "La linea rossa", e faceva parte del canzoniere utilizzato negli spettacoli teatrali-musicali del periodo.

11 commenti:

  1. viva la vita pagata a rate.....ma allora c'era un domani....oggi..il domani non riesco più a vederlo...

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  2. Molto bella, grazie! Non conoscevo nè l'autore, nè la canzone!Syl

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  3. C'era e c'è chi lo sapeva da mò dove saremmo andati a finire... Quel '68 non fu certo vano e di profezie ne ha lasciate abbastanza.
    La Gelmini fremeva per estirpare la scuola sessantottina: vedremo dove ci porterà la sua riforma...
    Ci serve un pò di quella libertà che cantava Ivan.

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  4. D'accordo sulla valutazione della canzone che hai scelto... arrivederci,Ivan.

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  5. Fino ad oggi ero all'oscuro di questa bellissima canzone, grazie per averla postata. adesso la cerco per ascoltarla. Buona vita, Viviana

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  6. penso che una delle cose più difficili da riuscire a far comprendere è quanta importanza ha avuto una cultura che oggi forse definiremmo "alternativa" ma nella fine degli anni 60 fino a metà degli anni 70 è stata di fatto organica alla formazione di una generazione.Della Mea, Pietrangeli, Trincale, Canzoniere delle Lame, Amodei, Bertoli e tanti altri.
    Quello che si è disperso penso sia quella "fantasia al potere" che ci consentiva di improvvisarci teatranti o cantautori di strada sempre disponibili a raccontare un nostro "accaduto".
    Credo che la canzone sociale e di lotta esisterà sempre, ma forse, se non avremo la capacità di coltivarla, ci sarà sempre meno gente disposta ad ascoltarla e a capirla.

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  7. Dopo 35 anni di lavoro mi hanno dato un giorno di sospensione per non avere commesso niente. L'unica colpa è di avere risposto ad un capo area che il coglione era lui e non io. Mi hanno tolto la mansione e mi hanno fatto sentire una merda. Hanno continuato a pagarmi profumatamente per non fare niente per 4 anni. Ma a loro non importa: o fai quello che ti dicono o sei out !!!
    E poi mi pagano pure cinque anni per andarmene e non contestare le loro frottole. Che mondo !!!
    Ciao

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  8. ..."chi ha il potere e chi invece non ce l'ha"...
    ..."verrà quell’uomo
    con tanti altri PICCOLI BRUTTI e bianchi
    e al mio letto
    stretto con cinghie mi legherà......
    ma dove sta la libertà oggi?
    Nnn è ke in fondo siano cambiate tanto le cose:-(
    Lella

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  9. La libertà vera è poter disporre del proprio tempo e non dover fare i conti a fine mese per capire se ce la fai...

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  10. Bella e sempre ricorrente!
    Ottima scelta signora!
    Un bacio.

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