domenica 28 giugno 2009

«Non si chiama resa dei conti: si chiama democrazia»

Pippo Civati
LINGOTTO - Torino
Serracchiani e Civati, i due nomi più noti tra i quarantenni del Lingotto, hanno parlato più di un patto fra generazioni - è questo che serve, hanno detto - e meno di sé. È un ottimo segno. Su tutti costoro aleggia l'ombra di Romano Prodi, che da lontano ancora osserva e tace.(De Gregorio)

“Noi siamo quelli che nessuno stava aspettando”, lancia lo slogan Pippo Civati. Uno dei fondatori della rete dei “piombini”. E uno di quellli fortemente indiziati di poter prendere il testimone, se Debora Serracchiani, come ormai qui tutti pensano, non lo farà. Anche da lui però nessun discorso da futuro candidato. Anche se la platea gli fa sentire il suo appoggio. Lui però l’applauso lo chiama su Sergio Chiamparino, seduto in prima fila. La platea lo segue. “Abbiamo detto è il momento – dice Civati, riassumendo tutto il percorso concitato di queste settimane -. Ci siamo tutti – scherza, guardando i big in sala – il congresso facciamolo qui.  Costruiamo il partito finora solo immaginato”. Non ci vuole molto. A volte – dice – basta ricordare alcune banalità. E la prova che funziona è che quando dice “Basta Ds e Margherita” viene giù la platea. Lo hanno detto in tanti. Ma lui che ha 33 anni e lo dice davanti a questa platea giovani di non-iscritti, primi-iscritti, ha la carta in più della assoluta credibilità, quando invoca un tesseramento di massa, lancia la giornata del tesseramento per l’11 luglio e dice: “L’unica rivaltà che dobbiamo avere ancor prima con l’avversario politico sono i problemi del paese e certo non i nostri compagni di partito”. E qui, appunto, arrival’omaggio a Chiamparino. “Diamo luogo al Pd che abbiamo in mente. Diamo voce a un popolo bistrattato e deluso”, dice Civati. E cita “la vicinanza di cui parla Chiamparino” come esempio. Un’investitura? Il sindaco di Torino la accoglierà? 

9 commenti:

  1. è dura. è dura...e mi sa che sarà sempre peggio... di là si vincerà direttamente per abbandono del ring. rimarrà solo lo psicopedonano.

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  2. Meglio ripartire da zero, che continuare con accanimento terapeutico a tenere in vita una sinistra che non è più tale: servono volti nuovi e idee nuove. Pure io dico "basta DS e Margherita".
    Condivido l'amara conclusione di quest'articolo sul Corriere: Popolarità del premier al 49%.
    Prima ci rimbocchiamo le maniche ripartendo da zero, prima se ne viene fuori.

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  3. e D'Alema che ne dice?? ciao A

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  4. Mi va bene chiunque purché faccia OPPOSIZIONE!

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  5. Non saprei, ma Civati, sentito a "L'infedele", in verità, mi è parso un clone di D'Alema, solo più giovane.
    Ad ottoemezzo, mi ha fatto un'impressione non positiva anche la Serracchiani, quando ha usato il termine "antipolitica".
    Chiamparino poi, con questo PD del Nord, mi sembra davvero solo uno che tenta di inseguire il vento leghista...
    No, decisamente, non ho ancora trovato nulla di buono nel PD.

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  6. Nulla di nuovo e positivo all'orizzonte...non ci siamo.

    Buona settimana Signora!

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  7. Spero con tutto il cuore che il PD decida di fare segretario la Serrachiani.
    E' giovane, sveglia, dura e schietta.

    Eppure, vedo con disgusto che i nomi che circolano sono Fassino, Franceschini, Bersani... alla faccia del rinnovamento.
    Franceschini che diventa come il tipo del signore degli anelli: man mano si avvicina la data del congresso, si attacca sempre di più al potere, dichiarando quasi urlante "io NON POSSO NON POSSO NON POSSO LASCIARE IL PARTITO NELLE MANI DI CHI MI HA PRECEDUTO".
    Quante decine di volte disse di voler lasciare la direzione ad Ottobre?

    E poi ci stupiamo di "antipolitica".

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