Castello di Arco (TN)
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Montale
Finalmente una splendida loalità che conosco!
RispondiEliminaAnni fa vi accompagnai mio figlio per partecipare ad una gara importante di dama internazionale.
E' da visitare.
Stasera la sento molto mia questa bellissima e amara poesia di Montale.Serenella
RispondiEliminaBuona domenica...
RispondiEliminaE' sempre un piacere seguire il tuo blog.
RispondiEliminaArricchisce culturalmente.
Grazie
Una bella foto ed una bella poesia meritano per te che li hai messi in questo tuo post i miei migliori auguri per una bella domenica.
RispondiElimina^__________^
RispondiEliminaquesti versi sono di tale bellezza da essere diventati immortali per il genere umano
buon inizio settimana ^______^
RispondiEliminacos'è che leggi adesso? scusa la curiosità ... ;-)