sabato 1 agosto 2009

sabato pomeriggio

Castello di Arco (TN)

Meriggiare pallido e assorto 
presso un rovente muro d'orto, 
ascoltare tra i pruni e gli sterpi 
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe dei suolo o su la veccia 
spiar le file di rosse formiche 
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano 
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare 
mentre si levano tremuli scricchi 
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia 
sentire con triste meraviglia 
com'è tutta la vita e il suo travaglio 
in questo seguitare una muraglia 
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Montale

7 commenti:

  1. Finalmente una splendida loalità che conosco!
    Anni fa vi accompagnai mio figlio per partecipare ad una gara importante di dama internazionale.
    E' da visitare.

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  2. Stasera la sento molto mia questa bellissima e amara poesia di Montale.Serenella

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  3. E' sempre un piacere seguire il tuo blog.
    Arricchisce culturalmente.
    Grazie

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  4. Una bella foto ed una bella poesia meritano per te che li hai messi in questo tuo post i miei migliori auguri per una bella domenica.

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  5. ^__________^
    questi versi sono di tale bellezza da essere diventati immortali per il genere umano

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  6. buon inizio settimana ^______^

    cos'è che leggi adesso? scusa la curiosità ... ;-)

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