domenica 3 gennaio 2010

Elleboro



'Helleborus " con la brina, fotografato stamattina

Questo fiore invernale è chiamato comunemente Rosa di Natale. Appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee.

Gli inglesi lo chiamano in generale hellebore, ma Christmas flower la specie Helleborus niger. In Francia lo chiamano Rose de Nöel. Nella lingua tedesca abbiamo due termini per chiamarla: Christrose o Schneerose.
Questo fiore si presenta con cinque petali bianchi-rosacei. Appartiene alle specie delle erbacee perenni. Le foglie, annunciatrici della sua fioritura, sono grandi, palmate, coriacee, di un colore verde scuro.
Secondo l'etimologia, questo termine deriva dal greco, Helleborus: è formata da due parole greche che significano"far morire " e "nutrimento" che uccide, in riferimento alla sostanza venefica che contiene. Infatti tutta la pianta è altamente velenosa. Le parti più velenose sono il rizoma e le radici. La precauzione di lavarsi le mani dopo aver toccato le rose di Natale è una buona norma.
Attorno a questa pianta sono sorte innumerevoli leggende.
Questo fiore era conosciutissimo fino dall'antichità e tenuto in sommo pregio per vantate proprietà medicinali. La storia dell'introduzione di questo vegetale nella farmacologia popolare si perde nell'oscurità dei tempi. In una favola si racconta che un pastore di nome Melampo, che era nello stesso tempo medico ed indovino, avendo osservato che il proprio gregge si purgava allorché si cibava di Elleboro, pensò di utilizzarlo come medicamento anche nelle malattie degli uomini. Potè guarire, con questa medicina"miracolosa", la pazzia che aveva colpito le figlie di Preto, re di Argo, che si credevano di essere state tramutate in vacche. Fu chiamato "Purgatore", titolo onorifico: ottenne la fede nuziale di una di esse, una parte del regno di Argo ed una candidatura a divinità.
Il poeta latino Orazio consigliava di recarsi per la cura della pazzia sull'isola di Anticipa, in cui cresceva copiosamente.
F.D.Guerrazzi nel cap. XXVI dell'assedio di Firenze" esclamava: " Ah, storico, invece di spendere in inchiostro comprati Elleboro, tu sei pazzo."
Le virtù mediche di questa pianta furono esagerate.
Carneade la usò prima di scrivere a Zenone.
Gabriele D'Annunzio ne "La figlia di Iorio" lo ribadisce in chiave poetica: "Vammi in cerca dell'elleboro nero che il senno renda a questa creatura."
Oggi in India si brucia questa pianta accanto al letto delle partorienti, per affrettare il parto e perché lo spirito degli dei entri nella mente del neonato.
In tempi abbastanza recenti è stato bandito dalle farmacie, considerata pianta altamente tossica.(Notizie da Internet)

16 commenti:

  1. Sempre belli e interessanti i tuoi post, tutti copia/incolla. Brava :)

    RispondiElimina
  2. l'ho regalata a mia madre per Natale... è una bella pianta!!!

    buon 2010 anche se in ritardo!

    ^_____________^

    RispondiElimina
  3. Io chiamavo rosa di Natale quella rossa...

    RispondiElimina
  4. Ciao Signora in Rosso,
    vai da me c'è una sorpresa per te!

    RispondiElimina
  5. Ciao cara,

    bellissimo fiore!
    Un abbraccio
    Ornella

    RispondiElimina
  6. Anche se copia/incolla, la notizia è interessante. Io non conoscevo la pianta, ora ne so qualcosa. Perciò ben vengano anche questi post. Grazie e buona giornata!

    RispondiElimina
  7. un post utile, poi, poco m'importa se é un copia e incolla...ci sono argomenti come questo del post che per chi come me non s'intende di botanica( si dice così, vero?); può farene tesoro per cominciare ad informarsi della materi.
    Mi pare che Gaia da quache tempo abbia proprio bisogno di gente che si interessi al suo stato di salute...Brava "signora in rosso", come si dice: Guarda passa e non ti curar di loro.
    E sei anche brava a fare di fotografia.

    RispondiElimina
  8. anche per copiare e incollare ci vuole intelligenza e gusto!
    e le foto sono splendide
    grazie, marina

    RispondiElimina
  9. dovrei cibarmi di ellaboro per non esser + pazza...no...
    bellissimo post

    RispondiElimina
  10. Va bene, e un post copia/incolla, e allora? Hai fatto delle fotografie di un bellissimo fiore, desideri condividerle con tutti e non essendo una botanica(mio pensiero)hai cercato in rete le informazioni CITANDONE LA FONTE. Dov'è il problema? Prima di scrivere commenti a casaccio tanto per rompere le scatole, bisognerebbe accendere il cervello. Bel post e belle fotografie, buona vita, Viviana

    RispondiElimina
  11. dimenticavo, se hai difficolta con la terza colonna e sempre tu voglia ancora inserirla, sai dove trovarmi (sul blog)

    RispondiElimina
  12. Sei sempre un mito,il tuo nuovo ammiratore.

    RispondiElimina
  13. è un fiore che mi piace molto proprio come lo hai fotografato tu, ciao A

    RispondiElimina
  14. PER TUTTI: SONO FORTUNATA AD AVERE DEGLI AMICI BLOGGER COME VOI! GRAZIE

    RispondiElimina