mercoledì 15 luglio 2009

una panchina per Verona


SEDUTO SULLA VECCHIA PANCHINA
Di Mario Robusti

Seduto su una vecchia panchina
Rossa di ruggine, di foglie passate
Ho giocato e puntato
metà della vita
Contro il destino.
Ho sempre attaccato con foga
Ho perso cavalli ed alfieri
Le torri hanno atteso la fine.
A mezza partita
Ho perso il piacere
Di muovere in gioco la dama regina
Che mi ha abbandonato
Illudendomi il cuore.
Poi...La partita è finita
davanti a un balcone
Guardando il futuro
Cadere in giardino.
Adesso ricerco
un altro scacchiere
Dove puntare al destino
Sogni e paure.

13 commenti:

  1. anch'io invio una panchina a Verona, Treviso e ai Comuni più piccoli come il mio, dove chi si siede su una panchina pubblica è guardato con sospetto.
    Ciao A

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  2. Adoro le panchine. Al mio paese ho fatto enormi battaglie per averne qualcuna.
    Tutto questo sistema di ordine e repressione è lo specchio di chi ci comanda, opprime ed è insopportabile.

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  3. e la cosa più bella sedersi in una panchina.. con un bel libro.. nella natura.. è un diritto del cittadiono poterne usufruire!

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  4. Alla faccia del vetero-fascista con la fascia tricolore.Bellissima iniziativa.

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  5. Oh là, una bella iniziativa!

    p.s.
    E bella pure la poesia.

    p.p.s.
    Ed anche la foto
    :-)

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  6. Il sindaco Tosi, per chi non lo sapesse, è stato condannato in cassazione in via definitiva per istigazione al razzismo. Lui ad un certo punto se ne andrà. Il problema è che resteranno il 60% di cittadini di veronesi che l'hanno votato. La città sotto la sua guida, da un paio d'anni a questa parte, ha visto calare in modo sensibile il turismo. Chissà che qualcuno alla fine riesca a fare 2+2 come si suol dire.

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  7. Togliere le panchine, un ulteriore tassello di razzismo dilagante. Negare ogni possibilità di aggregazione in città dove si è sempre più alienati. Negare la possibilità di fermarsi, sedersi e pensare, riflettere, leggere.

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  8. Che era balorda la Nostra, non riesco a definirla diversamente, per l'incapacità di far rispettare le regole del vivere civile si adottano gesti estremi, penalizzando chi quelle regole le ha sempre rispettate.Bella la banchina verde...simbolo di una civiltà che chi è al posto di comando ha perso di vista.
    Ciao....Francesca

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  9. Un abbraccio cara, mi hai ricordato il film Notting Hill.

    Buon giovedì!

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  10. Tosi è pappa e ciccia con Gentilini e non si inventa niente : sta cosa delle panchine esiste a treviso da alcuni anni, grazie all'intuito dello sceriffo buffone per eccellenza. Il problema è che i piccoli gentilini crescono, purtroppo, e ha figliato molto!

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  11. Geralmente sentar-se nos bancos das praças públicas é associado aos mais velhos e às babás enquanto esperam crianças divertirem-se no parque mas este é um prazer para poucos adultos na maior parte do tempo.
    Pelo menos aqui no Brasil é muito difícil ver alguém sentado em uma praça a ler livros. Devo mesmo dizer que é uma raridade.
    Que pena!
    Não sabem o prazer que perdem em apreciar a natureza lentamente, e observar toda a vida que transcorre sem pressa neste pequeno mundo. Cores, aromas e amores se pode colher quando não se tem pressa.
    Um grande abraço e parabéns pela bela poesia.
    Angel

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  12. Un atto dittatoriale, a dimostrazione del fascismo di fondo della Lega.

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