domenica 8 febbraio 2009

"Avrei voluto che le cose andassero diversamente".



La lettera di X è incorniciata all'entrata della Bibliothèque Nationale Française, Site Richelieu. Quando Sophie Calle è stata lasciata dal suo amante con una lettera di poche righe, distante e sbrigativa, ha seguito il suo consiglio: si prenderà cura di sè.

Avrebbe potuto partire per un lungo viaggio o comprarsi una casa nuova, ma sarebbe stato solo un tentativo per dimenticare X.
Un semplice sfogo. Invece l'artista francese sentiva il bisogno di capire il senso di questo abbandono improvviso inviato per corrispondenza.
Dissezionare ogni virgola, ogni singola parola, ogni riga di questo ignobile addio.
Incapace di reagire e pensare, si rivolge a 107 amiche per l'interpretazione della lettera.
"Capire per me. Rispondere per me".
Professioniste in diversi settori: cantanti, avvocati, psicoanaliste, filosofe, attrici, designer, stiliste. 107 modi per rispondere a X, alla violenza e all'egoismo con cui è stata lasciata.
Presentata alla edizione 2007 della Biennale di Arte di Venezia, la mostra «Prenez soins de vous» si compone di fotografie, testi, video e installazioni che producono una visione corale delle voci delle 107 donne invitate da Sophie Calle.
Camminando lungo i banchi in legno della Bibliothèque si incontra il video della cantante dei Feist, che dalla cucina di un appartamento parigino reinterpreta in musica il testo della lettera. O ancora Jean Moureau, che la legge con disgusto fumando una sigaretta. L'avvocato Caroline Mécary descrive, sulla carta intestata dello studio, il carattere narcisista ed egocentrico di X, a cui sentenzia due anni di prigione e 37.500 euro di danni morali. Spostandosi nel corridoio centrale della biblioteca si incontra la foto di una triste composizione floreale: l'insegnante d'ikebana Marette Renaudin ha transformato il testo in secche ortensie, fiori che simboleggiano "l'autunno della vita". La filosofa Catherine Macabou va ancora oltre e analizza: "L'uomo che le scrive, è piuttosto chiaro, soffre del fatto di non essere abbastanza uomo". La lettera viene così fotografata, ingrandita, scandita, sottolineata, sviscerata. Sulle fotografie e sugli schermi passano i volti di Laurie Anderson, l'attrice spagnola Victoria Abril, la dj Miss Kittin e anche la comica Luciana Littizzetto mentre legge con sarcasmo, pelando delle cipolle in cucina. Tra gli scaffali vuoti della Bibliothèque, i cui testi sono stati spostati a Tolbiac, nell'imponente sede progettata da Dominique Perrault, sono esposti anche i tarocchi della veggente Maud Kiristen che profetizza: "Non sono le parole di un uomo sincero". Più schiettamente un'adolescente francese, Anna, risponde a Sophie Calle via SMS: "Se la tira".
Un coro di 107 donne decise a condannare le parole false di quest'uomo, X. Un'incognita nata dall'esigenza di privacy, ma che alle volte sembra, consciamente o meno, estendere l'infedeltà e la codardia all'intero genere maschile lasciando alle donne la superiorità emotiva e intellettuale. Anche se con profonda e divertita ironia, si può leggere nel volto delle numerose donne presenti alla mostra una forte senso di complicità e soddisfazione. La stessa espressione presente sul volto di Sophie Calle che, isolata tra gli scaffali nella parte più intima della biblioteca, viene ripresa durante la séance de médiation, un'artificiale terapia di coppia in cui X è rappresentato dalla lettera stessa, posta sopra una sedia senza il diritto di controbattere.

Senza pietà Sophie Calle, abbandonata e tradita dall'amante, esclama: "Con lui non ho mai provato piacere".

9 commenti:

  1. Cara Signora in rosso,
    che dire? Stupendo. Conferma la grandezza e la superiorità della donna (quando sa essere veramente donna) di fonte alla meschinità della gran parte degli uomini.
    Il guaio è che molte donne, che meriterebbero tanto, amano (neppure riamate) uomini meschini, e questa è la parte che riesco a capire meno.
    Bellissimo, bellissimo post.
    Ciao, D.

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  2. tutto questo lavoro e la partecipazione di tante donne l'avrà consolata?? alla fine resta lei con la lettera sulla sedia...molto triste. Davvero un post interessante, ciao A

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  3. A volte penso che non si tratti di essere superiori emotivamente o intellettualmente, ma che tutto risieda nella "fortuna" di incontrare la persona giusta, ovvero l'altra metà della mela, cosa peraltro possibilissima!

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  4. raccapricciante... ma anche "geniale"....

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  5. L'unica cosa che non capisco è: ma se non ha mai provato piacere a stare con l'amante, non si era posta qualche domanda prima? E se si, ne ha mai parlato con lui? E se si, come è stata la loro relazione? E se no, perchè? Insomma, avrei tante altre cose da chiedere a Sophie.
    Giorgio.

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  6. Grazie, molto interessante.
    Chissà perchè 107, se casuale oppure no...

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  7. Ci sono molti casi dove è successo l'inverso. Non credo proprie che le donne siano superiori. Ma chi asserisce queste cose? Ognuno di noi ha qualcosa da dare e ricevere, maschi o femine che siano.
    Ciao

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  8. Wow, non m'ero accorto della moderazione. Chissà cosa è arrivato.

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  9. a tutti capita di essere lasciati. il genio di sophie ha trasformato questo evento in uno dei migliori padiglioni della biennale! spassosissima l'interpretazione della lettera della nostra litizzetto, devo dire che ho provato molta compassione per quel poveretto, una tremenda vendetta quella di sophie, per tutte quelle che se la sono messa via in silenzio! ciao claudia

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