giovedì 12 febbraio 2009

icaro

L'Icaro di Matisse interpreta l'uomo di fronte al limite.
Apparentemente l'uomo è niente, ma c'è un punto rosso, il cuore, che è emblema di un desiderio capace di oltrepassare il limite. E' questo punto rosso a generare nell'uomo il cambiamento. Ed è sempre lo stesso punto rosso restituire fondamento e ragionevolezza alla fiducia nello stesso cambiamento possibile.
L'Icaro di Matisse traduce nel linguaggio dell'arte figurativa l'idea che l'uomo è capace di sognare e, pertanto, di cercare di oltrepassare i limiti imposti.
L'artista ci fa vedere Icaro non quando cade ma quando vuole andare verso l’alto, verso le stelle: la sagoma è nera (anche nella simbologia pittorica dell’800 e 900 il nero vuol dire che l’uomo è già costituito per la morte), ma dentro di lui palpita un cuore, è l'uomo animato dalla passione che vuole salire.
Quello di Icaro, un mito ambivalente: Icaro aveva avuto le ali fatte dal padre Dedalo e vuole volare più in alto di quello per cui le ali erano progettate, così che la cera si scioglie e cade. Il Mito di Icaro ci dice è che l’uomo strutturalmente è desiderio - la parola desiderio ha dentro il nome sideros che sono le stelle - l’uomo vuole stare bene, vorrebbe durare in eterno e si trova invece a scontrarsi con un realtà che è la morte. Il dramma viene da questo paradosso, di volere e di non potere. Così la grandezza dell’uomo che vuole la totalità, potrebbe essere interpretata nello stesso tempo come presunzione, oppure la ferita mortale, quando crolla da queste stelle (il disastro è un’altra parola che ha dentro il termine astro), può diventare la condizione che non consente la compassione o la punizione per la sua arroganza.
Se non avessimo dei limiti, non avremmo desideri e di conseguenza neanche sogni...

12 commenti:

  1. Belissimo quello che hai scrito su questo quadro di Matisse. Parole estae e anche filosofiche. Per questo ti ho scelto per donare um meme. Vada dal mio blog. e vedi cosa devi fare. Si puó tradurre tutto che cé scrito usando il tradutore.
    Bacio
    Angel

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  2. La morte nera, intesa come limite e non come trasformazione dell'essere in luce o altre dimensioni, perchè no, felici.
    Bella la spigazione dell'opera di Matisse.

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  3. Ciao,
    grazie della visita...
    Una spiegazione eccellente e concordo su quello scritto "se non avessimo dei limiti, non avremmo desideri e di conseguenza neanche sogni"...
    Complimenti!!!
    Dolce notte un abbraccio

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  4. ciao, è sempre un piacere leggerti. Ogni uomo con il cuore pulsante e libero si sente tra le stelle.
    Ciao A

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  5. Ciao, grazie per essere passata dal mio blog e per i complimenti :-)

    E' vero il tuo template è molto simile al mio, ma il mio l'ho trovato bell'e pronto, ho solo ritoccato qualcosina perché andava benissimo già così com'era :-)

    Anche il tuo blog è molto bello, tornerò a trovarti!!!

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  6. Ciao, prima di tutto, Grazie (sai per cosa).

    La mia personalissima concezione di opera d'arte mi fa riflettere sulla necessità di trarne una "spiegazione".
    Senz'altro, però, un quadro (un opera teatrale, un libro, una canzone) può suscitare delle emozioni.
    Dunque, prendo il tuo post per una lunga confessione sull'emozione che ti ha suscitato.

    Nel merito dell'argomento trattato, secondo me potrebbe essere corretto dire che l'uomo sogna in quanto limitato, eppure... il sogno stesso fa parte della vita, delle nostre capacità intrinseche, della nostra natura e, come ben sappiamo, i sogni non hanno limiti.
    Ergo, l'uomo non ha limiti.

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  7. Bellissima questa interpretazione e quest'opera è stato interessante leggerlo. Grazie :)

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  8. Hai già detto tutto e perfettamente tu. A noi tuoi lettori non resta che leggere e dirti brava.
    ciao, silvano.

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  9. Profondo é il mondo,
    E più profondo che nei pensieri del giorno.
    Profondo é il suo dolore,
    Piacere: più èrofondo ancora di sofferenza
    Dice il dolore : Perisci!
    Ma ogni piacere vuole eternità,
    Vuole profonda, profonda eternità.

    da Così parlà Zarathustra (dal canto Sì e amen)
    Intuitivo il tuo post.

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  10. Scusa se non è inerente, ma tu insegni alla primaria? ( lo deduco dai libri preferiti...) se è così, siamo colleghe. Io collega incazzata, in quanto perdente posto...ciao

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  11. Il sogno, il desiderio, non mi abbandonano mai, ma già Matisse aveva intuito che tutto si riduce ad un piccolo punto rosso...
    Ciao, D.

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