giovedì 19 febbraio 2009

la casa

Sentirsi finalmente a casa.
Il divano dove sdraiarsi liberamente, la vecchia poltroncina trovata al mercatino dell'antiquariato, la penombra soffusa creata da una lampada, le foto che ci sono care, lo scaffale dove ci sono i nostri libri.

La funzione della casa è quello di proteggerci, ma è anche il prolungamento di noi stessi, rappresenta una parte di ciò che siamo. E' il posto dove noi accumuliamo le nostre memorie, custodiamo i nostri sogni, i desideri e le paure, dove poniamo la nostra vita di ogni giorno.
Jung affermava che ciò che avviene dentro di essa, rispecchia i corridoi e le stanze del nostro inconscio, ciò che si vede fuori è l'espressione del nostro mondo interiore.
La casa ci offre rifugio, intimità e difesa.
Per proteggersi dagli altri, tutti gli animali hanno bisogno di farsi il territorio, noi con la nostra abitazione facciamo lo stesso, è il nostro territorio privato.
Sentirsi bene, significa infatti trovare un posto che ci accoglie.
Quando si entra in casa di qualcuno si scoprono cose che non si capirebbero neanche dopo molti anni di conoscenza: i colori che usa, gli oggetti che ama, la cura o la trascuratezza con cui tratta il suo spazio.
Essa non rivela solo i nostri gusti, il nostro modo di pensare, la nostra cultura e le passioni, ma racconta anche il nostro modo di rapportarci con gli altri, perchè è anche il posto della condivisione con le persone che dividono con noi gli ambienti della casa e cioè i figli, i genitori, i mariti...
Quando sentiamo veramente nostro questo spazio? Quando esso assomiglia a un nostro modello interiore, pertanto vive e si trasforma insieme a noi, seguendo le nostre esigenze, i nostri umori e le idee che si presentano momento per momento.
Un luogo attraverso il quale ci definiamo.
Da cui si parte ogni giorno e dove si ritorna.

Questo post mi è venuto in mente mentre passeggiavo, di sera, per le calli di Venezia e osservavo le finestre illuminate dei palazzi...notavo particolari di soffitti con travi a vista....ombre di persone che si muovevano, luci di lampade...e ora mentre sto scrivendo ho assocciato il blog e i post come stanze della nostra anima...
in fondo anche qui mettiamo noi stessi, o una parte di noi, come in casa nostra

12 commenti:

  1. Non vedo l'ora dia vere la casa tutta mia che ho sempre desiderato...

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  2. Ciao, bella la foto di Burano. Pur frequentando Venezia da molti anni, sono stata a Burano per la prima volta lo scorso lunedì e mi è piaciuta, così intima e naif. Venezia in questi giorni è ancor più invasa dalle orde barbariche, l'ho goduta solo alla notte, passeggiando al freddo pungente. La mia casina è a Rio Marin, in una ruga chiamata delle oche. Ogni volta che la lascio, lascio lì anche un pezzo del mio cuore.
    La casa, bello il tuo post. E vero. Per lavoro mi occupo delle case degli altri e, molto spesso, organizzandole, mi rendo conto, in qualche modo, di organizzare in parte le loro stesse vite. Dopo tanti anni sono capace, entrando in un'abitazione, di descrivere il carattere di chi la abita pur non conoscendolo. Per me la casa è il guscio e una sola non mi basta. Provo il desiderio di possederne una in ogni luogo che amo. Ovviamente ciò è impossibile, ma, credimi, sono capace di personalizzare anche il più anonimo dei residence che abito per un breve periodo. Insomma, mi piace metter radici, o almeno avere l'impressione di farlo.
    Un caro saluto.
    A.

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  3. Io amo stare in casa anche da sola, mi piace la solitudine, a volte, e l'ambiente della casa è quello che mi soddisfa di più....buona serata, roberta.

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  4. La casa ci fa un po da ombrello. Quando si compra nuova si personalizza, quando usata si ristruttura perchè vogliamo
    sentirla nostra sino nell'anima.

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  5. Ineccepibile descrizione.
    Mi ha fatto pensare a chi non ha una casa in questo senso, oppure non la sente sua per i più svariati motivi.
    Vivere la casa come dici tu si rivela essere una grande ricchezza, merita un pensiero di gratitudine nei confronti della vita.

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  6. Hai proprio ragione sai. La csa ci rispecchia, ci somiglia e ci protegge. E' brutto quando per tanti motivi non ci si può sentire sicuri in casa propria, ci si sente persi.

    Credo anche che blog e siti rappresentano una casetta virtuale dove lasciar trasparire noi setssi. Mi è sempre piaciuta questa cosa!

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  7. La casa è il mio rifugio in tutti i sensi...e il blog idem,rispecchia me.

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  8. non immagini quanto mi ritrovi in questo tuo post...concordo con Jung e anche con te!un saluto

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  9. d'accordissimo con te e jung... la casa per me e' un'estensione del corpo e tento di ricreare le stesse condizioni (come mi muovo e cosa faccio) anche quando mi capita di stare fuori, all'estero. e' un senso di protezione.

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  10. eccomi nella casa della signora in rosso..e scopro pure che non è molto lontana dalla mia mi sa! che bello!..sentirsi a casa, intendo!
    mi piace qui! si sta comodi..si sta bene!
    ritornerò!
    per ora lascio un sorriso!

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  11. Vedendo la foto dell'angolo libreria mi viene da pensare alla mia, di casa... Anzi, le mie!
    Sì, perchè appena ne riempio una (soprattutto, ma non solo, di libri) passo ad un'altra.
    In una casa normale infatti, anche a voler occupare tutte le stanze e soppalcare i corridoi (compreso lo spazio sopra le porte), più di 8000 volumi non ci stanno. Quindi, bisogna comprarne un'altra. Lo stessa cosa ricordo mi diceva (e faceva) Pontiggia.
    Il risultato? Alla fine non so più dove si trovano i libri che cerco e a volte passano mesi prima che rimetta piede in una stessa casa...
    Ciao, D.

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  12. non sono riuscita a pubblicarlo, l'ho copiato
    Cara Signora in rosso,
    a proposito di questo post... M'è tornato oggi in mente quel bel libro di Boris Vian che è “La schiuma dei giorni”.
    Vi si narra dell'amore di Colin, il protagonista, per Chloè. Un amore tanto intenso quanto sfortunato, perchè nato come un colpo di fulmine trova poi l'insidia di un male terribile che colpisce lei quando sono sposati da poco.
    E qui arriva quello a cui mi faceva riflettere il tuo post (come anche uno dei miei sull'anima dei luoghi: http://cercandoholly.blogspot.com/2008/12/lanima-dei-luoghi.html )
    Allora... Il punto è che mentre appena sposati, la casa di Colin e Chloé risplende, è bella e luminosa, si ingrandisce addirittura in stanze e oggetti in modo direttamente proporzionale rispetto al loro amore e felicità, man mano che lei peggiora in salute e la tristezza diviene unica padrona, l’appartamento inizia a restringersi, decadere, imbruttirsi e svuotarsi. Questo mi fa pensare (forse credere) che non solo noi, quando siamo felici vediamo tutto più bello, luminoso, splendente... ma che addirittura, ad essere felici, riusciamo effettivamente ad operare sulla realtà! Il che mi porta a darmi un'occhiata intorno... nella/e mia/e casa/e. E non è rassicurante.
    Ciao, D.
    Ps replico di nuovo il commento nel timore abbia sbagliato qualcosa nel postarlo. Se invece avessi ritenuto di doverlo "moderare", come non scritto. Con affetto, D.

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