giovedì 5 febbraio 2009

A New York un artista con la lametta ridisegna la pubblicità per protesta




Segnalazione ricevuta stamattina da mio figlio con una mail:
Just for your blog.. mother in Red

WASHINGTON – “Poster boy” è il nuovo eroe di New York, supposto che sia uno solo, e non siano invece molti come sostengono i suoi o i loro ammiratori. Nell’età del dopo graffiti, e della crisi finanziaria ed economica più grave da quasi un secolo a questa parte, “Poster boy” è l’alfiere della protesta sociale. E la manifesta da artista, tramite tagli e collage di poster, manifesti, cartelli pubblicitari soprattutto nelle metropolitana. Non deturpa muri e pareti con lo spray, usa una lametta, della colla e il pennarello. I suoi messaggi incantano il pubblico. La scritta “Do not lean on the door” (Non premete sulla porta) è diventata “do not lean on the poor” (Non premete sul povero). Un boccale di birra si è trasformato in una pozza in cui annegano due uomini d’affari. In un monito dell’antidroga, “Eroina: ogni affare può essere mortale”, a “eroina” è stato sostituito “Iran” o “Iraq” o “Afganistan”. E via di seguito. Come Robin Hood, la Primula rossa e Zorro – a cui viene paragonato – “Poster boy” è stato a lungo inafferrabile. Tutta l’America lo ha visto all’opera su Youtube: d’accordo con lui qualcuno lo filmava alle spalle o di traverso o col volto oscurato, e ne distribuiva poi le immagini all’internet.
Il New York Times ha ricevuto una telefonata e una e-mail da un Henry, non meglio identificato. E questi ha affermato che “Poster boy” è un movimento.
Chiunque sia, “Poster boy” ha certamente lanciato una “nouvelle vague” nella contestazione del potere e avrà imitatori in tutte le metropoli. In un video di qualche giorno fa su Youtube, "Poster Boy" ha chiesto agli americani «di sapere distinguere tra il giusto e l’ingiusto, e se una legge è superata o immorale di farla revocare, come accadde per la legge che sanciva la schiavitù». E ha aggiunto: «Io considero l’attuale modus operandi dello stato una forma moderna di schiavitù, e intendo sfidarla». In una recente intervista al sito Gothamist.com ha anche annunciato che farà tagli e collage su cartelloni pubblicitari giganti e perseguirà obbiettivi ancora più ambiziosi, come la loro messa al bando «perché deturpano il paesaggio».

Seguiremo la cosa....

5 commenti:

  1. fantastico! grazie di questa segnalazione anche a tuo figlio
    marina

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  2. Mamma in rosso. che carino tuo figlio che ti scrive così dagli States. Il tuo post, in forma diversa, ricalca un po il mio. Io però ci metto nickname e faccione e ti assicuro
    che il sindaco lo legge prima del giornale. Ma spesso fanno orecchio da mercante, conta solo lo scranno.
    Speriamo che Obama riesca ad invertire questa consolidata tendenza e venga copiata anche nel vechio continente.
    Con affetto.

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  3. Secondo me questo (o questi) è un genio

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  4. Cara Signora in rosso,
    un Pasquino del nuovo millennio! Non sapevo... Adesso conosco la cosa grazie a tuo figlio e a te che hai rilanciato la sua mail. Una contestazone a mezzo découpage, caspita! E' un mito..

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