
Nelle barzellette ci sono dei personaggi-bersaglio che rappresentano degli archetipi nel nostro immaginario collettivo:
PIERINO : è il bambino che dissacra l'ordine costituito e le buone maniere, è quello che grida "il re è nudo", che si permette di dire tutto quello che gli altri non dicono, mette in ridicolo l'autorità. Pierino è l'archetipo del bambino vivace e un pò pestifero, che smontando tutto, pezzo per pezzo, offre una chiave di lettura nuova e inaspettata. Con Pierino ci identifichiamo, vorremmo essere come lui e poter esprimerci liberamente anche quelle cose che per convenienza non è opportuno dire.
I CARABINIERI: Con la stupidità presunta dei carabinieri si ride dell'ottusità del potere e delle regole. Quando si prende a bersaglio un'intera categoria sociale (si parla di barzellette, naturalmente) ci permette di proiettare quello che Jung chiama l'Ombra, con cui tutti siamo chiamati a misurarci. Sono le parti oscure della nostra personalità, quello che meno ci piace. Quando ridiamo dei carabinieri ridiamo anche della nostra rigidità, della nostra stupidità..
LA SUOCERA: Invadente, impicciona, possessiva, essa incarna la madre con tutti i suoi eccessi. E' la difficoltà dei figli ad emanciparsi e diventare adulti. Perchè la suocera e non la madre? Perchè è più facile ridere della madre di un altro/ a piuttosto della propria. La barzelletta permette dunque di regolare i conti con la propria esperienza, ma in maniera meno insidiosa, attraverso il travestimento umoristico, raggiungere una nuova consapevolezza.
BERLUSCONI: Berlusconi si sveglia con uno sfogo in volto. Spaventatissimo, convoca il miglior dermatologo in attività, che è anche un noto comunista. Il medico visita Berlusconi e gli ordina di prendere per tre giorni una pasticca rossa la mattina, una bianca a pranzo, una verde la sera e di spalmarsi il viso con le feci. Silvio, seppur sorpreso dalla inconsueta prescrizione, tuttavia la osserva scrupolosamente e la mattina del quarto giorno lo sfogo scompare. Fa riconvocare il luminare per saperne di più sulla cura. "Semplice - gli fa il medico - la pasticca rossa toglie l'infiammazione, quella bianca il bruciore, quella verde cura i follicoli". "Ma...la... cacca?" chiede Berlusconi. "Ah...quella! Beh, è solo una soddisfazione personale!"
Considerazioni interessanti, signora in rosso!
RispondiEliminaLa l'ultima .... è proprio gradevole :D
Ciao!
spesso rido di me stesso...in generale dei personaggi dei catoon's: Di Berlusconi ? Quello mi inquieta, ma poi so che continuerò a lottargli contro, non fosse altro perché mette in discussione la Costituzione,ecc.ecc.
RispondiEliminaOttime riflessioni, ne farò tesoro.
RispondiEliminaAnche se evito per quanto possibile di parlare dell'unto dal Signore perchè penso che faccia di tutto (con le sue cazzate) di deviare dai problemi reali che ci assillano, trovo la barzelletta su di lui assolutamente deliziosa.
Cara Signora in rosso,
RispondiEliminapiù che una barzelletta un fatto vero, che offro a te e i tuoi lettori.
La cosa mi è stata raccontata dal mio amico medico forense ieri in tribunale.
Lo chiama un giorno al telefono il suocero, artigiano in pensione e agricoltore, e gli fa: - “Ciao Peppino, come stai?” Lui il doc, di rimando: - “Bene grazie (e dice che intanto “si tocca” le gonadi)...Che c'è?”
A farla breve, il suocero gli dice di aver fatto “il trattamento” agli ortaggi, ma che, non avendo un solo prodotto a sufficienza, ha irrorato il campo di pomodori con una sua personalissima miscela di fitofarmaci e anticrittogamici.
Il doc gli spiega che la cosa è a dir poco pericolosa e che bisogna controllare cosa ha combinato. Lo indirizza ad un amico, agronomo e chimico, il quale gli dice che la classe di prodotti miscelata ha un periodo di “latenza” di almeno 40 giorni! Quindi niente raccolto e addio pomodori...
A questo punto il suocero resta un attimo interdetto... poi il colpo di genio! Torna indietro, guarda il chimico e gli fa: - “Scusasse, dottò, e se ci faccio le bottiglie e i barattoli di salsa e ce li mangiamo dopo 4 mesi??” Un genio!!!
Da notare, diceva ieri il mio amico anatomopatologo, l'uso inquietante dei verbi: “se ci faccio” e “ce li mangiamo”. Come a dire: io “ci faccio” i barattoli e le bottiglie, ma “ce li mangiamo” insieme, chè mica mi fido sennò...
Da allora al mio amico medico è venuto l'atroce dubbio di come in tutti questi anni il caro suocero abbia potuto avvelenarlo con ogni sorta di sostanza tossica e nociva. Dice che ora, quando va come relatore ai congressi medici conclude sempre come papa Giovanni: - “Quando tornerete a casa, troverete i vostri cari suoceri... Date un'occhiata a quello che combinano e state molto attenti...”
Ciao, D.
Ps Pare che una confezione di quella salsa “verace” sia già partita per un indirizzo di Arcore... Il cuoco Michele farà un sugo squisito! (ovviamente questa è solo una "pia" speranza...)
Post simpaticissimo!
RispondiEliminaBarzellette, come invenzioni medicali che i cantastorie creano per sollevare il nostro animo. Bertoldo ne era esempio vivente, con i suoi scherzi al Re.
RispondiEliminaAnche io ho un aneddoto reale, raccontatomi da mio nonno.
Vittoria (RG). Una famiglia di contadini festeggia il ritorno del figlio da Palermo, dove era stato cinque anni per studiare all'Università, con sacrificio economico di tutti.. il padre, orgogliosissimo, lo prende in disparte, e si lascia trasportare da un incredibile sentimentalismo....(traduco dal siciliano)
"Guarda com'è bella la luna, 'sta sera"
"vero papà! precisa precisa a quella che ci stava a palermo!"...
Il padre inveisce : "e io ti ho fatto studiare 5 anni a palermo per sentirmi dire che la luna di là è uguale alla nostra????!!!!".
:)))
ahahahhaha! Bellissima l'ultima! E so' soddisfazioni! :)
RispondiEliminaVisto che siamo in tema di barz. ed anche di festa della donna :
RispondiEliminaIncidente stradale.
Un uomo e una donna si scontrano in un incidente automobilistico.Le due auto sono distrutte, ma nessuno dei due fortunatamente è ferito. Riescono a strisciare fuori dalle macchine sfasciate e la donna dice all'uomo: 'Non riesco a crederci: tu sei un uomo... io una donna. E ora guarda le nostre macchine: sono completamente distrutte eppure noi siamo illesi. Questo e' un segno: il destino ha voluto che ci incontrassimo e che diventassimo amici e che vivessimo insieme in pace per il resto dei nostri giorni.'E lui:'Sono d'accordo: deve essere un segno del cielo!'La donna prosegue:'E guarda quest'altro miracolo... La mia macchina e' demolita,ma la bottiglia di vino che avevo dentro non si e' rotta. Di certo il destino voleva che noi bevessimo questo vino per celebrare il nostro fortunato incontro...'La donna gli passa la bottiglia, lui la apre, se ne beve praticamente metà e la passa a lei... ma la donna richiude la bottiglia senza berne neppure una goccia. L'uomo le chiede:'Tu non bevi?'E gli risponde:'No . io aspetto che arrivi la polizia stradale...'
MORALE:NON SIAMO BASTARDE. SIAMO SOLO PIU' INTELLIGENTI!
Ciao, spero che mi parta il mess,non parte mai!
Carissima Signora in rosso, molto bello il tuo blog, lo ho subito memorizzato, così potrò farti anche io delle visite.
RispondiEliminaTi ringrazio della visita che ai fatto al mio blog
ne sono lusingato veramente.
Un forte e sentito abbraccio...
Ciao Signora in rosso, come va con il gesso?
RispondiEliminaSimpatiche considerazioni sul post. La barzelleta su Silvio però è la migliore!
concordo con te, l'umorismo allevia le disgrazie italiane del Nostro tempo...
RispondiEliminaUna mattina mi son svegliato......
O bella Ciao...