lunedì 2 marzo 2009

(in attesa dell'8 marzo)


GERUSALEMME
La demolizione delle case palestinesi. Cosa rimane?
Quarant'anni di occupazione israeliana nei Territori Occupati e circa 18 000 mila case palestinesi demolite tra Gerusalemme, Cisgiordania e Gaza. A Gerusalemme Est abitano circa 220.000 palestinesi in 70kmq di territorio dei quali solo 9 di questi risultano edificabili. Sistematicamente il governo israeliano nega ai palestinesi il permesso di costruire o di abitare case, seppure già abitate nel corso dei decenni precedenti. La richiesta di un permesso è lunga ed estremamente costosa e non garantisce un esito positivo. Quasi sempre a questo tipo di legge prevale una legge di vita che 'obbliga' i palestinesi a costruire ugualmente una casa per la propria famiglia. Questo reportage su Gerusalemme est, la parte araba della città, è un estratto dell'indagine 'What's Left?' svolta assieme ad Icahd (Israeli Commettee Against House Demolition) sull'effetto psicologico delle demolizioni sulle donne palestinesi. Scegliere donne è stato dettato dalla particolare importanza che la casa riveste per loro. Per tradizione e per cultura è infatti il luogo in cui passano la maggior parte del loro tempo e della loro vita, è dove adempiono al loro ruolo sociale, è alla casa che legano la loro stessa identità. (Anna Da Sacco)

Icahd (http://www.icahd.org) ha sede a Gerusalemme ed è una associazione di israeliani e palestinesi che lavora per contrastare le demolizione delle case.
links Anna Da Sacco http://www.facebook.com/profile.php?id=691481588&ref=name
http://www.bumerang.it

8 commenti:

  1. Cosa dire? Quali umane parole potrei mai usare? Mi viene solo da piangere. scusa

    RispondiElimina
  2. Ho una mia mica che scrive da quelle parti, il governo Israeliano esercita una violenza inaccettabile!

    RispondiElimina
  3. Negare un semplice "tetto" anche quando lo si può ottenere lecitamente è una cosa mostruosa.......

    RispondiElimina
  4. ho sempre pensato che alla propria casa è indissolubilmente legata l'identità di un individuo...e questo che oggi racconti è una conferma che fa male, ha ragione Anna: non ci sono umane parole. Un saluto

    RispondiElimina
  5. In effetti è triste e difficile.

    Un abbraccio

    RispondiElimina
  6. Sai, la cosa più sconvolgente è la totale mancanza d'informazione sul tema, sostituita dall'incredibile sciacallaggio politico dei nostri, che strumentalizzano le disgrazie di quei due popoli da decenni, ormai.

    starsene a guardare è un crimine contro l'umanità, ma temo che nessun giornalista fazioso verrà mai punito per questo.

    RispondiElimina
  7. Non è che sia scandaloso : è voluto ! Abbattere casa è appunto abbattere l'identità famigliare e popolare, impedirne la ricostruzione con innumerevoli cavilli burocratici completa il quadro.

    RispondiElimina