lunedì 9 marzo 2009

il bacio



Stava seduto mogio, mogio sulla panchina del corridoio, davanti alla porta della segreteria, mi sono avvicinata e con una battuta gli ho chiesto se la giornata girava male, di tutta risposta mi ha chiesto come doveva fare per ritirarsi da scuola.
Mi è venuto un colpo, sapevo che frequentava la quinta, pertanto rinunciare a marzo, era una sconfitta per lui e per noi, gli ho chiesto se aveva paura degli esami..
Cosa non funzionava?
Mi ha detto che aveva problemi personali, non era la scuola, stava passando un brutto periodo, voleva mollare tutto e andare a lavorare. Ho chiesto cosa pensavano i suoi genitori, mi racconta che non erano d'accordo e che facevano di tutto per convincerlo a non lasciare.
Ho cercato di capire, ho parlato un pò, mi ha spiegato che non andava più a calcio, che non aveva voglia di frequentare gli amici, che venire a scuola non aveva più senso ...
Gli ho suggerito: finisci e poi a luglio vieni da me, mi porti il tuo curriculum vitae e ti segnalerò alle varie ditte che alla fine della maturità mi chiedono i nominativi dei neo diplomati, (in genere non faccio favoritismi, mando gli elenchi e le aziende si occupano loro a chiamare).
Ho cercato di dargli un appuntamento per dopo l'esame di stato.
Mi ha sorriso, e mi ha salutato con un "va bene".
E' stato promosso, è venuto in segreteria con il curriculum e io gli ho dato un paio di indirizzi.
Non ho saputo più nulla. Anzi, l'ho rimosso, presa da nuovi studenti, nuovi problemi, nuove situazioni.
Ieri si è presentato da me, l'ho riconosciuto naturalmente, l'ho salutato cordialmente e ho chiesto come va, mi ha detto che è contento lavora in un'azienda da me segnalata, fa un lavoro interessante, strettamente legato al titolo di studio (ha usato queste parole: faccio un lavoro che solo io so fare), felice, abbiamo fatto un pò di convenevoli, poi alla fine gli ho teso la mano per salutarlo...
Mi ha guardato e con un sorriso mi ha detto, posso darle un bacio?

21 commenti:

  1. Una storia a lieto fine quindi, sono contenta. Questo dimostra che forse, a volte, i ragazzi avrebbero bisogno di un piccolo incoraggiamento in più.

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  2. E tutto questo anche per merito tuo!

    Un grosso te lo meriti sicuramente!!!

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  3. Sono davvero grandi queste soddisfazioni :)

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  4. Posso farti una domanda?
    Posso darti un bacio anch'io?
    Sono bellissime queste storie.... forse dovrebbero arrivare nelle orecchie di chi sostiene di voler aiutare i giovani.... basterebbe poco per renderli felici..
    basterebbe offrirgli un lavoro... e non chiacchere...
    Ciao
    Luciano www.otrantino.blogspot.com

    Non riesco a commentare con google ne con l'url

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  5. Bella storia e bella persona che sei.
    Con i ragazzi si deve sempre parlare con sincerità ed empatia come purtroppo molti adulti non fanno. Io ho un figlio che frequenta la quarta, spesso torna un po' scoraggiato per un'annata che gli sta andando male e ho l'impressione che i docenti siano solo presi da verifiche e interrogazioni. L'aspetto psicologico-motivazionale non va mai abbandonato.

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  6. avevo ( nell'era paleolitica :-D ) un'insegnante come te, di quelle vere, di quelle che dopo 35 anni dal diploma te le ricordi con affetto e quando la incontri per strada ...sembra ieri.
    Mi hai raddrizzato la giornata con questa tua storia, grazie
    lella

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  7. Bellissima!Complimenti

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  8. ..ogni tanto basta poco per aiutare chi ha bisogno, una parola, un sorriso....

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  9. Ben vengano questi momenti nella vita delle persone: circola solo il bene, in un momdo dove il male regna spesso e volentieri sovrano.
    Belli tutti e due.

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  10. Se tutti i ragazzi incontrassero almeno una volta nella vita una come te.......
    complimenti

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  11. Che sia reale o meno, per questa bellissima storia, anch'io ti chiedo "posso darti un bacio?"
    ciao.

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Cara Signora in rosso,
    tempo fa mi capitò qualcosa di simile.
    Si rivolse a me una giovane donna disperata. Aveva dei problemi seri per via di una società “fasulla” che il marito, un pessimo soggetto da cui s'era da poco separata, le aveva fatto costituire in quel di Cremona.
    La società era una “cartiera”: una scatola vuota che serviva a produrre “carta”, cioè fatture fasulle per l'evasione del fisco e la frode dell'IVA. Niente libri sociali e contabili, sede fittizia, soci irrintracciabili, etc... C'era stato un accertamento Secit (servizio ispettivo di polizia tributaria) da cui era emersa la truffa. Lei risultava amministratrice unica ed era stata denunciata e indagata.
    L'ex marito, che la picchiava e maltrattava, non pagava gli alimenti nemmeno per il figlio minore e lei doveva lavorare tutto il giorno in una impresa di pulizie per tirare avanti e pagare anche i debiti lasciati dall'ex marito. Il figlio era stato affidato nel frattempo ad una casa famiglia.
    Non solo, l'ex marito s'era rifatto avanti e la perseguitava, minacciava e in più di un'occasione l'aveva aggredita.
    Alla fine le dissi che avrei pensato a tutto io, lei non doveva più preoccuparsi di nulla. E ci avrei pensato gratis!! Avrei sistemato io le cose...
    E per primissima cosa avrei denunciato il marito! Per le percosse, i maltrattamenti (le aveva rotto un timpano con uno schiaffo) e per la mancata corresponsione degli alimenti. E siccome lei era spaventatissima per via delle minacce, le dissi pure che al marito avrei inviato un mio biglietto personale (come poi feci!) per dirgli che “l'iniziativa” era mia, quindi che se la prendesse con me. Io sono un po' più grosso e forte di una donna e sopratutto so difendermi molto molto meglio!
    Per un momento restò interdetta, senza parole. Disse che voleva lo stesso pagarmi... a rate. Dissi che non ce n'era bisogno. Allora si offrì di venirmi a pulire lo studio, ma io le dissi di pensare solo al figlio.
    Al momento di salutarci le allungai la mano, ma lei commossa si protese in avanti... forse per abbracciarmi, per darmi un bacio. Io di natura non sono molto “espansivo” e sono rimasto un po' esitante, fermo. Mi sono accorto subito del suo mortificato imbarazzo e allora ho rimediato subito: le sono tornato accanto, mi sono chinato e le ho concesso un doppio bacio di saluto, cosa per me del tutto inusuale. Alla fine era confusa e rossa, ma felice, finalmente serena.
    Ciao, D.
    Ps Durante il colloquio io le ho visto le mani... So riconoscere le mani che lavorano e quelle, credimi, lavoravano tanto!

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  14. certo,perchè no?
    Una grande dimostrazione d'affetto.
    ciao

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  15. Brava Signora in rosso!
    Ce ne fossero tante di persone come te e nessuno parlerebbe male dei giovani.
    I giovani vanno anche incoraggiati e tu l'hai saputo fare nel modo giusto.
    Ne sono felice per te e per quel ragazzo.

    Un abbraccio,
    Lara

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  16. Alle volte i ragazzi hanno solo bisogno di qualcuno che li stia ad ascoltare senza giudicare, senza rimproverare... hanno bisogno di essere ascoltati e di essere aiutati con discrezione e garbo, come hai fatto tu.
    Ti posso dare un bacio anch'io?
    Francesca

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  17. Brava Signora in Rosso, una bella vittoria!
    Da come la racconti sembra proprio una storia vera, che ti è capitata, intendo, quindi ti faccio i miei complimenti, se ci fossero più docenti come te, le cose andrebbero meglio.
    Ti auguro un buon pomeriggio!Syl

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  18. @TUTTI Contraccambio baci e abbracci.
    Lavoro veramente in una segreteria di un Istituto Superiore. Questo post, non l'avrei mai fatto se non fosse stato per "quel Bacio" che ha fatto la differenza.
    I gatti che si vedono nel template sono della mia amica Elena e fotografati da me.

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  19. ora so anche io qualcosa di più di te. Penso che insegnare debba essere solo una vocazione...perchè in questo modo si hanno tante soddisfazioni, come quella che hai avuto te direttamente ...magari è una delle tante ed è la sola che hai raccontato!

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