
tra le sbarre di una cella di rigore
passa un'arancia
sembra un fulmine
e piomba nel pitale
come un sasso.
E il prigioniero
tutto imbrattato di merda
risplende
interamente lucente di gioia.
Non mi ha dimenticato
Lei pensa sempre a me.
Jacques Prevert
Quella fragilità, quel bisogno interiore è in noi tutti.
RispondiEliminaMi sento rappresentata.
Nessuno vuol essere dimenticato.
RispondiEliminaBacio
Buona giornata mia cara, un'abbraccio Olimpia.
RispondiEliminabellissima!
RispondiEliminatutto assume un valore vitale quando si é segregati in una cella...nella metafora anche scuotersi di dosso il fango in cui si é precipitati.
RispondiEliminaTra le sbarre di una cella tutto assume una connotazione diversa. Bellissima poesia. Ciao.
RispondiEliminaChiusi in una cella, si deve credere in qualche cosa, anche se quel qualcosa non esiste.
RispondiEliminaCiao,
Lara
Io la trovo di una ironia esilarante!! Bella, non la conoscevo. Mi ha divertito. Ciao mano-guarita.
RispondiEliminaLa situazione di non libertà rende ancora più prezioso il dono ricevuto del ricordo! Bella poesia, davvero!
RispondiEliminaSto comodamente seduta davanti al mio monitor e leggo un testo che è distante - quanto distante -
RispondiEliminaCapisco che anche nella mia prigionia se non ci fosse un pensiero di amore a sorreggermi probabilmente non sopravviverei.
Grazie, e buon fine settimana
:-)
L'importante è il pensiero. Un saluto
RispondiEliminaPrevert è stato il mio primo amore.
RispondiEliminaDavvero bella.....a volte può anche bastare il pensiero.
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