martedì 3 marzo 2009

PERSEPOLIS


Persepolis, il fumetto nato dalle matite di Marjane Satrapi è un film d'animazione. Il lungometraggio, co-diretto dalla stessa Satrapi insieme a Vincent Paronnaud, è realizzato con tecniche tradizionali (senza computer grafica, quindi) e, anche se ricco di dettagli, è stato disegnato con uno stile minimalista. Molto fedele, sia nel tratto sia nella sceneggiatura al fumetto originale, è quasi totalmente in bianco e nero. Ha come punto di forza soprattutto una sceneggiatura capace di grande forza narrativa, divertente, ironica e drammatica insieme. Una scrittura realizzata con grande intelligenza ed originalità, che gode tra l'altro di una notevole caratterizzazione dei personaggi, mai bidimensionali, grazie anche a voci importanti tra cui quelle di Chiara Mastroianni e Catherine Deneuve.Marjane, fumettista iraniana che vive e lavora a Parigi, tra il 2000 e il 2003 ha pubblicato quattro libri a fumetti intitolati appunto Persepolis che raccontano, in uno stile semplice ma estremamente espressivo che le ha permesso di conquistare un enorme successo in tutto il mondo, la sua storia dall'infanzia a Tehran alla rivoluzione islamica, dall'adolescenza trascorsa a Vienna in una scuola di lingua francese al ritorno in Iran dalla famiglia in seguito alla conclusione del conflitto con l'Iraq.

8 commenti:

  1. Considero questo film un CAPOLAVORO!E il fumetto non è da meno...bellissimo!

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  3. Cara Signora in rosso,
    avevo già letto qualcosa del film in questione, credo sul "domenicale" del Sole24Ore, ora grazie a te ne vedo anche il treiler.
    La mia impressione -personale, personalissima beninteso- è che il film sia uno scegliere in fondo tra la padella e la brace.
    Tra una società sessofobica e una sessocentrica, tra lo spinello e gli hadith, tra la sharia e il Grande Fratello, tra Marcus e Hussein, tra i Pasdaran (che controllano la lunghezza delle gonne) e gli stupratori (che sotto le gonne ci mettono le mani), tra sesso represso (il loro: “sei stato con più d'uno?”) e sesso disinibito e pervasivo (il nostro: “guardatemi pure il culo, se vi piace...”).
    E non mi si obbietti per favore che l'una società si impone con la forza e la violenza (anche sulle donne) mentre l'altra (la nostra) è libera e democratica, perchè altrimenti il discorso, in termini di violenza (psichica e subliminale) di condizionamento delle masse, consumismo, mercificazione etc.. si farebbe lungo e molto molto complesso.
    Quello che trovo manchi, per concludere, è invece l'esaltazione della sobrietà, da tempo ormai smarrita in Occidente come in Oriente.
    I meriti della Satrapi, a questo punto, non vorrei si limitassero solo all'arte del disegno e al fatto di venire da una particolare realtà (per carità, deprecabile) e in un particolare momento di “attenzione”.
    Riconosco che la mia è forse un'opinione “politically scorrect”, ma tant'è... questo penso. Parafrasando: se a Sparta (Teheran) si piange certo anche ad Atene (Vienna) c'è poco da ridere.
    Ciao D.
    Ps Aggiungo che dal poco che ho visto e letto non trovo affatto sia "un capolavoro" anche se riconosco che fa "fino", "radical chic" e "politically correct" gridare all'opera d'arte. La vera opera d'arte la stanno facendo quanti, uomini e donne rimasti a Teheran, si adoperano quotidianamente per migliorare le cose... E certo non per farle uguali all'Occidente.
    PPs Ho rimosso il mio commento già postato per editarlo.

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  4. @Paul. Persepolis è una storia autobiografica, La Satrapi attraverso le vicende storiche del suo paese racconta la sua vicenda personale. Racconta con ironia e a volte con dolore il suo essere donna in Iran(dove il suo essere donna è mortificato) e in Europa ( dove si sente sola, perchè non c'è accoglienza per chi viene da altri paesi). Lei usa il fumetto magistralmente per esprimersi, il bianco e nero rende il film d'effetto (basta vedere il trailer). Il suo linguaggio è quello di una donna, della sua crescita, del suo confrontarsi criticamenete con gli eventi che vive. Altro non vedo.

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  5. Non l'ho potuto ancora vedere ma ne ho sentito arlare benissimo... tra qualche giorno dovrebbero trasmetterlo su Sky e finalmente lo vedrò!

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  6. Secondo me è un capolavoro!

    Ciao Signora in rosso, buona giornata!!!

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  7. Cara Signora in rosso,
    senza alcuna intenzione polemica intendo puntualizzare.
    Tengo distinta l'arte (del disegno) dal contenuto dell'opera (non particolarmente eccelsa), quindi se artista è che artista sia. Quanto al resto, se come tu dici per crescita (meritoria) ed esperienza (personale e di donna) intendiamo il venire a Vienna a comprare “il fumo” potevamo mandarglielo gratis a Teheran insieme a Marcus.
    Non mi sembra, insomma, la sua “opera” faccia tanto né per la condizione delle donne (in Occidente e Oriente) né per il suo Paese. Sono convinto ci siano tante donne in gamba che a Teheran, a Bagdad, a Ryad (Conosco quelle realtà. Nel 1991 ero di stanza in Medio Oriente, Desert Storm Operation) quotidianamente fanno tanto senza Marcus e senza fumo per la loro “crescita” ed “esperienza”.
    Per concludere, non è Golda Mair, non è Indira Gandhi, non è Oriana Fallaci (quelle sì Donne!). Non è nemmeno la sua connazionale e mia collega Shirin Ebadi, che se come giurista e iraniana ha meritato il Nobel come donna meriterebbe un monumento.
    Ma questa è un'opinione, ripeto, personale e sicuramente sbagliata...
    Godiamoci i fumetti e non me se ne voglia. W il capolavoro!
    Ciao D.

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